Eutanasia, una parola difficile che da sollievo…

Eutanasia, quando la malattia diventa una prigione…
Eutanasia

“eutanasia”

Eutanasia, che cos’è, e quali leggi ci sono in Italia?

L’eutanasia, chiamata anche la buona morte, è una parola associata ad un individuo malato, che intende morire senza più soffrire.

Questo protocollo, è applicato alle persone gravemente malati, che sono stanchi di soffrire e intendono porre fine alla loro sofferenza tramite questo ” suicidio assistito”.

Ma come funziona l’eutanasia?

La persona che ha intenzione di praticare l’eutanasia, per prima cosa dovrà inviare tutti i documenti clinici che attestano la sua reale malattia, Una volta che i medici prendono atto della situazione, fissano un colloquio con il paziente, a questo punto, il medico, dovrà fare di tutto per far capire lo svolgimento della buona morte al paziente e chiedere se è davvero convito della scelta presa o vuole rinunciare e rimandare questo passo. Quando il paziente ha intenzione a continuare, il medico andrà avanti per il suicidio assistito.

Ovviamente il paziente può decidere di cambiare idea in qualsiasi momento, ed è libero di poter tornare a casa.

Come avviene l’eutanasia? 

Arrivato al momento della dolce morte, il paziente verrà fatto accomodare, e gli sarà ripetuto di nuovo se le sue vere intenzioni sono quelle di continuare, se il paziente risponde di si, gli verranno somministrate due pastiglie antivomito, questo per evitare che il composto chimico con cui le sue sofferenze cesseranno potessero venire rigettate. A questo punto il quesito si ripone, sei sicuro di voler continuare? Se il paziente è davvero sicuro della sua scelta, si passerà alla fase successiva, ovvero, verrà dato al paziente un bicchiere d’acqua nella quale verrà disciolto la dose letale, questa fase è una fase delicatissima, ed è importante che i paziente è lucido, e che in grado di intendere e di volere, altro punto importantissimo e quello che il paziente deve essere in grado di bere l’acqua dal bicchiere con le sue mani.

Ma quali sono i paesi che ammettono l’eutanasia?

Non tutti i paesi ammettono l’eutanasia, e non sono pochi i dibattiti su questa morte buona, ognuno di noi è libero di poter dire la propria ma è inaccettabile che qualcuno scelga la vita degli altri, sopratutto se questa vita è fatta di sofferenze.

I paesi che ammettono l’eutanasia sono:

OLANDA: L’Olanda, è stato il primo paese ad approvare la legge dell’eutanasia, nell’Aprile 2001,

BELGIO: Anche in Belgio, nel Settembre del 2002, è stata approvata la legge dell’eutanasia, è possibile praticarla anche in caso di malattie gravi sui minori.

GERMANIA: Anche la Germania, nel Giugno del 2010 ha approvato la legge dell’eutanasia passiva. Non c’è una legge che vieta però l’eutanasia attiva, basta che sia sempre chiesto dal paziente.

SVEZIA: Anche la Svezia nell’Aprile del 2010, ammette l’eutanasia passiva. L’eutanasia attiva, è assolutamente vietata.

FRANCIA: Anche la Francia, vieta l’eutanasia attiva, mentre quella passiva è stata ammessa.

SVIZZERA: Anche la Svizzera. ammette l’eutanasia, questo suicidio assistito, è ammesso anche agli stranieri.

Che differenza c’è tra Eutanasia attiva, e Eutanasia passiva?

L’eutanasia è detta ” attiva diretta” quando quando la morte del paziente è causato dalla somministrazione di farmaci che portano al decesso.

E’ anche detta ” attiva indiretta”, quando il dolore viene allievato tramite secondi mezzi, e grazia a ciò, vengono ridimensionati i tempi della vita del paziente.

Ancora è detta ” passiva” quando l’individuo, è tenuto in vita artificialmente, e vengono a mancare i trattamenti necessari alla sopravvivenza del paziente.

In questi giorni si è molto sentito parlare di DJ Fabo. Un ragazzo stanco di vivere una vita di sofferenza, che ha chiesto ai politici italiani una legge che approvava l’eutanasia anche in Italia. Ma che questo pultroppo non è avvenuto. La morte di DJ Fabo è avvenuta in Svizzera.

Questa le sue ultime parole:

<< Ringrazio chi mi ha sollevato da questo inferno, di dolore, ma non ringrazio il mio paese>>

Vorrei concludere con una bellissima citazione di Hans Jonas, che dice. ” Il diritto di vivere, inteso come fonte di tutti diritti, in determinate circostanza include anche il diritto di morire”.

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